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RISTRUTTURAZIONE CONDOMINI: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE

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Non è un caso che i recenti fatti di cronaca di questi giorni abbiano portato di nuovo sotto i riflettori il dibattito sulle ristrutturazioni dei condomini. I proprietari degli immobili, ma soprattutto i professionisti del settore, devono infatti attenersi a precise normative per garantire la corretta esecuzione dei lavori e soprattutto l’incolumità degli inquilini.

Chiunque lavori nel settore delle ristrutturazioni edili ha a cuore che i lavori vengano eseguiti nel modo migliore e in tutta sicurezza, procedendo inoltre nei confronti delle autorità competenti nella maggiore trasparenza possibile. La responsabilità dei danni di un lavoro male eseguito ricade infatti non solo sulla ditta che si occupa dei lavori, ma anche sul condominio e sul’amministratore, come spiega il precedente della sentenza 20557/2014 della Cassazione.

COSA FARE IN CASO DI RISTRUTTURAZIONE DEI CONDOMINI

Quando si parla di ristrutturazione di condomini, è fondamentale verificare se si tratti di ristrutturazioni interne dei singoli appartamenti o esternidelle facciate o della struttura. A seconda della tipologia di ristrutturazione, infatti, cambia il tipo di autorizzazione da richiedere.

In tutti i casi è fondamentale innanzi tutto dichiarare alle autorità competenti, da parte dei proprietari dell’immobile, la tipologia e l’entità dei lavori che si ha intenzione di eseguire all’interno dell’appartamento. Vediamo i punti nel dettaglio.

  • Per la ristrutturazione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione maioliche e sanitari ed altri lavori di piccola rilevanza) sarà buona norma avvisare i condomini dei lavori che si ha intenzione di eseguire, chiedere il permesso di occupazione di suolo pubblico nel caso in cui sia necessario scaricare i detriti dalla finestra, ed infine assicurarsi che le macerie siano smaltite correttamente e a norma di legge.
  • Per la ristrutturazione straordinaria (abbattimento di muri interni, inserimento di una scala interna di collegamento etc.) è necessaria invece una denuncia all’ufficio competente del Comune, e la compilazione dei moduli che attestino la DIA (denuncia di inizio attività) con tanto di relazione tecnica eseguita dal professionista che si occuperà dei lavori. La relazione deve contenere i disegni ante e post-operam per attestare in che modo i lavori verranno eseguiti e quale sarà il risultato finale. A questi si aggiungono i dati catastali e quelli della ditta che eseguirà i lavori.
  • Importante: Se l’edificio da ristrutturare si trovasse in un centro storico o fosse soggetto alla cura della Sovraintendenza ai Beni Artistici, sarà necessario verificare che il notaio che ha curato il rogito abbia provveduto a comunicare il cambio di proprietà alla Sovraintendenza stessa. I lavori potranno iniziare esclusivamente quando sarà registrata questa variazione.

AUTORIZZAZIONE ALLA RISTRUTTURAZIONE: LE TEMPISTICHE

Di norma la ristrutturazione di un immobile può iniziare venti giorni dopo la presentazione della denuncia, o il giorno stesso in caso di autocertificazione (con relativa assunzione di responsabilità da parte di chi esegue i lavori). L’autorizzazione dura tre anni, ed è obbligatorio certificare il termine dei lavori e il collaudo finale.

RISTRUTTURAZIONE DEI CONDOMINI INTERNA ED ESTERNA

Nel caso in cui la ristrutturazione riguardi una ristrutturazione anche esterna dell’edificio (es. ampliamento di finestre, aumento della volumetria), è necessario richiedere una concessione edilizia. I tempi in questo caso sono naturalmente più lunghi, ed è necessaria l’attesa dei nullaosta.